giovedì 9 febbraio 2012

E guardo il mondo da un oblò [di #pinterest, #buonipropositi, #socialcose]

Mi annoio un po', verrebbe da dire. E invece no, onestamente io mi diverto molto.
A stare dietro qua dietro, dietro i socialcosi: ci casco sempre, facebook, perché poi alla fine è comodo, ci sono un po' tutti, twitter perché poi è il migliore, ci sono solo quelli che mi interessano, getglue no? guardo poca tv ma quando vedo tutti quegli stickers da collezionare vorrei guardarne di più, e instagram, foursquare, che ho abbandonato perché se non giri il mondo e non ti danno un omaggio in tutti i posti dove diventi major, scusate, ma non c'è gusto, friendfeed, tumblr e path che ancora non mi appassiona ma è così carino e così via...  E ora c'è anche pinterest.

E ogni tanto però ti ricordi che c'è la sindrome dei socialcosi,  quella per cui te ne stai lì dietro al tuo iphone pronto a scattare la foto alla foglia spiaccicata per terra che ricorda moltissimo la forma di una mela e intanto pensi all'hashtag da mettere e nel frattempo ti è passato vicino George Clooney e non l'hai visto!!!
(non mi è successo... mi è successo che c'era in metro uno che visto da un quarto sembrava proprio George Clooney e l'ho circumnavigato schiacchiata in mezzo alla gente perdendo anche il posto da seduta con instagram pronto e carico per scattare e poi naturalmente non era lui)


Così oggi all'ennesimo repin mi sono fermata e mi sono ricordata di quando mi sono iscritta a pinterest, il primo gennaio, leggendo i buoni propositi per il 2012 di Sara Maternini e mi sono detta: ok tutte veramente strafighe queste cose ma se non ne realizzo neanche mezza sono proprio una sfigata!
(ogni tanto mi prendono alla sprovvista queste esclamazioni un po' adolescenziali, la cosa non dovrebbe trapelare nei social, perché sapete ho una reputation da difendere etc, quindi vi chiederei di non mettere a verbale l'ultima dichiarazione)


Comunque pinterest è figo. E anche voi (donne) che lo usate :D
(la faccina no!!! non la usavo in un post da quando avevo 17 anni e scrivevo su mirc! sono posseduta scusate!)




venerdì 3 febbraio 2012

No panic

Non si capisce com'è ma più tempo hai meno tempo hai.
E mi ritrovo a lavorare il venerdì sera e anche il weekend.
E' solo una questione di abitudini da cambiare, da routine da riorganizzare. Però.
Stasera che mangeremo? Bastoncini Findus? Argh.

Foto via Laura 




giovedì 12 gennaio 2012

[cose che succedono] quando sgusci noci, nocciole and co.

Quando ero bambina mio padre, che lavorava all'ortomercato, ci portava a casa sacchi da 10 kg frutta secca: cioè intendo proprio 10 kg di nocciole, 10 kg di noci e così via!
Non so come il balcone reggesse a tutta quella frutta.
Ah, non c'entra nulla ma io quando avevo sei anni avevo già visto e assaggiato tutta la frutta esotica che ancora adesso fa tanta scena nei supermercati a natale e che hanno il coraggio di vendere a 5 euro al frutto (il preferito di mio padre era il mangosten, il mio invece la granadilla).
Questo per dire che da noi a Natale c'era un'abbondanza di frutta esagerata! Tanto che la regalavamo a tutti, cestini pieni di frutta esotica, datteri, frutta secca, ciliegie!
L'abbondanza degli anni ottanta da noi si manifestava così!

Comunque, tornando alla frutta secca, ci facevamo un dolce pugliese, anzi, tipico cerignolano, la pizza a sette sfoglie: 7 sfoglie di pasta sottili con all'interno frutta secca, cioccolato, miele...
Mi mettevo io, insieme a mia mamma, o a mia zia Lina, le uniche che avevano voglia di riprovare a fare quel dolce che solo mia nonna sapeva fare. E infatti poi non veniva mai come doveva: ogni fratello o sorella di mio padre aveva da dire la sua, o il dolce era troppo secco, o c'era poco zucchero, o ci voleva più olio, e io ci rimanevo sempre malissimo perché fare la pizza a sette sfoglie è uno sbattimento infinito, e poi ero permalosa, come adesso.
In questo dolce ci voleva tantissima frutta secca e ci pensava mio padre a sgusciarla tutta.

Io quest'anno non mi sono cimentata nella titanica impresa delle pizza a sette sfoglie [Anche se mia mamma ha scoperto che oramai su internet è pieno di ricette quindi ha provato, con la ricetta non si dovrebbe sbagliare e invece secondo me non era così come l'aveva fatta lei, e gliel'ho pure detto. Che stronza.]
Io ho comprato il mio sacchettino di frutta secca mista, che già è costato tantissimo, e volevo fare una versione appena diversa del plumcake che faccio sempre, una cosa semplice.
Ma spaccare la frutta secca è stato un incubo.
Ci ho impiegato tantissimo e inizialmente mi sembrava quasi un'esperienza catartica... io nella solitudine della mia cucina, con lo spaccanoci rubato a mia madre, ogni guscio spaccato mi sembrava di simbolo di ogni ostacolo superato nella vita e così via...
Una deficiente.
Poi sono passata alla depressione.
I gusci partivano ovunque, sui vetri della cucina, sul gatto, nei miei occhi!
Dopo poco ho rinunciato a spaccare la mandorle che erano durissime, ma veramente impossibili!
Le noci si spappolavano e le mie preferite sono diventate le nocciole belle piccoline che si sgusciavano bene, ma nel sacchetto non ce n'erano neanche tante!
Appena ho preso la mano con lo spaccanoci mi sono presa dentro il pollice e mi sono usciti due così, lì, i topolini!
Il risultato dopo ore era scarsissimo, allora ho messo insieme il dolce e l'ho messo in forno.

Mi sono buttata sul divano stravolta, presa dai ricordi della mia infanzia e dal pensiero di non avere nessuno qua che spaccasse le noci al posto mio, e ho dimenticato il dolce che si è pure bruciato.

Sono [cose che succedono]

 

sabato 31 dicembre 2011

Perché ho un blog

C'è una bella iniziativa di Andrea Contino e poi in questi giorni se ne parla tanto, della vita del blog, di come sta morendo e di come risorgerà (vd #risorgiblog), poi è anche il 2011 è finito e si tirano le somme.

Io ho un blog, anzi ne ho avuti diversi, su splinder, su libero, una parentesi su msn, e poi dal 2008 sono qua. Ho avuto anche un periodo in cui ho scritto poco, quasi per niente: non ne avevo il tempo, ma non il tempo di scrivere, il tempo di appuntarmi cose belle, cose piacevoli.
Perché per me è sempre stato così, uno spazio dove raccontare le cose che mi accadevano, quelle che mi colpivano, quelle che mi facevano pensare e sorridere, l'ho usato un po' come segnalibro, un po' come un diario.

Ho poi scoperto che il mio blog è stato utile a qualcuno.
Più spesso è stato utile a me, è stato un filo conduttore di questi ultimi miei anni, un modo per tenere traccia di quello che sono stata e sono. E poi

mi ha fatto conoscere persone curiose e interessanti
ho imparato a lavorare all'uncinetto
ho partecipato a tanti eventi
ho trovato una scusa per cucinare più spesso
ho avuto voglia di partecipare a progetti importanti
ho anche trovato lavoro

Quindi il mio blog andrà avanti nonostante la crisi, perché di cose belle da imparare e da condividere so che ce sono ancora.
Ci vediamo nell'anno nuovo allora.









giovedì 29 dicembre 2011

Burro di mele

Mettersi in cucina fa star bene, tagli un chilo di mele, pesi lo zucchero, assaggi qualche granello di melograno e ti ricordi che tuo papà ti ha detto che porta fortuna, ma solo a capodanno? non lo so ma per sicurezza mangialo, inizi a mescolare con il cucchiaio di legno, che non graffia la pentola, e non fa rumore, ché anche quasi mezzanotte, e poi la cannella che ti va nel naso, e continui a mescolare, poi prendi il passaverdure, hai tutto il tempo, e poi mescoli mescoli ancora, assaggi, prendi i barattoli, spegni il fuoco. assaggi ancora. hai sonno, buonanotte

La ricetta è di Lydia, Tzatziki a Colazione

Altre foto su Flickr







martedì 27 dicembre 2011

Il Nopron e il sonno dei bambini

Hanno ritirato il Nopron dal mercato e sono contenta.
Meno per tutte le mamme che ho conosciuto in questi anni di forum, blog, community, e che lo hanno dato ai loro bambini.

Io ho un bimbo di 4 anni e il suo punto debole è sempre stato il sonno.
Avevo l'ansia al solo pensiero di andare a dormire per quante volte si svegliava. Ma è passato.
E non ho dato il Nopron come mi è stato a volte consigliato non perché io sia una gran madre ma perché mi son fidata del mio istinto che tanto spesso viene soffocato dai mille pareri medici dati con fin troppa leggerezza, o peggio dati da medici influenzati dalla case farmaceutiche.

Certo se si riuscisse in generale anche ad invertire questa tendenza per la quale ogni problema si può risolvere con una pastiglia da ingoiare sarebbe ancora meglio, ma lasciamo perdere, tanto questa volta sembra che la pastiglia facesse più male che è bene e hanno scelto altri per noi. Che fortuna.

Ah io avevo scritto il post Il sonno del neonato, quando dormire o non dormire fa la differenza, per MammeAcrobate ormai diverso tempo fa.
Tutti utili consigli anche se, col senno di poi, vorrei sottolinearne un aspetto: tantissimi bimbi non dormono la notte, è così, c'è poco da chiedersi il perché; la bella notizia è che poi miracolosamente dormono, tutti.
E' la natura.

E se vi consola siamo tutte nella stessa barca, e a volte saremo tutte sullo stesso forum, in piena notte, a sfogarci.


mercoledì 21 dicembre 2011

L'orto in casa

Poche settimane fa si è parlato, pochissimo, di una mega truffa tutta italiana sui prodotti biologici: dal 2007 sono state vendute 7000 tonnellate di prodotti etichettati bio che in realtà erano normalissimi prodotti italiani e stranieri.
Io nel tempo ho anche dimenticato la definizione di biologico, so solo che l'esigenza di mangiare sano diventa forte e non sappiamo bene cosa fare, scegliere bio ci ha messo a posto la coscienza per un po', ma forse non basta.
Il fatto è che mangiare bene non è solo leggere bene un'etichetta, è sedersi a tavola, è preferire il fresco al surgelato, conoscere la frutta e la verdura di stagione, perché mai mangiare le fragole in pieno inverno?, e i prodotti tipici? mangiare sano è anche viaggiare e assaggiare...

Consigliano di accorciare la filiera tra consumatore e produttore.
Non è facilissimo, chi ha tempo di andare per cascine a scegliere le mele?

Io ho deciso di affidarmi a qualcun altro, che raccoglie per me, e che mi porta tutto a casa: Via Dei Campi

Ieri prima consegna. E ora non resta che cucinare.



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