sabato 20 novembre 2010

come mi rivedrò, e come sempre ero

Mentre svolto alla mattinata



incombente, svelando uno scorcio



di quell'aderenza che è già sole.



Quando raccolgo raggi



di luglio o capelli,nell'inarcarsi a labbra schiuse



di una curva dorsale,



che è silhouette di desiderio,



a sorreggere inspirata e trattenuta



vanità in sospeso e orgoglio



di un seno proteso al cielo



per giustificarne il silenzio.



Nel pedinare il mio



guardare al mondo, agli specchi,



alla carriera, come ricordo in calco



obliquo di pelle spoglia,disegnata da candela.



Come mi rivedrò, e come sempre ero.



Libri, ateismo, sacchetti pieni



di presagi autunnali; anemica



luce rasenta stanca il suolo:



mentre ripiego distratta sull'imperfezione,



potrei nascondermi nel cielo d'inverno.
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